Sono una grande consumatrice di film, fiction, libri e quant’altro, in particolar modo dei generi che iniziano con fanta- (scienza, storia, fanta-sy!).
Come spesso accade l’immaginazione umana ha anticipato la scienza di parecchie lune. E’ il caso eclatante degli universi paralleli che, ben prima della teoria quantistica, già spopolavano nell’immaginario collettivo.
Il primo caso di universo parallelo (o, per meglio dire, il primo caso di ucronia), risale addirittura a Tito Livio!
Tuttavia anche il mondo dell’universo parallelo si compone di costanti e di suoi archetipi caratterizzanti.
Oggi analizzerò un fattore comune a molti universi paralleli, più o meno recenti, più o meno inconsapevoli di condividerlo.
Queste immagini ritraggono una puntata del Doctor Who, e in basso una di Fringe.
Non notate niente di strano?
In entrambi i fotogrammi c’è un dirigibile.
Se non vi è sembrato strano è perchè siamo così assuefatti all’idea che nel mondo parallelo ci siano dirigibili che ci siamo scordati di domandarci perché?
Avendo a disposizione infiniti mondi possibili non potevano ripiegare su qualcos’altro? Bici a elica, pterodattili, tappeti volanti?
Il dirigibile non è una scelta casuale, è insieme citazione colta e archetipo storico. E ora vi spiegherò brevemente perché.
Il dirigibile è citazione colta molto semplicemente perché gli autori (di ogni genere), amano ripescare dal passato e creare una sorta di fil rouge dell’immaginario (come una pacca sulla spalla tra intellettuali).
Allora c’è da chiedersi: chi ha citato chi?
L’ultimo utilizzo famoso del dirigibile è sicuramente quello già osservato in Fringe. Ma Fringe è, per l’appunto, l’ultimo arrivato. Prima di lui su larga scala il dirigibile compare in Doctor Who a più riprese (io posso ricordarlo in almeno due puntate, entrambe a tema mondi paralleli/ucronie).
Ma anche Doctor Who è una serie che vive di citazioni.
Ora, facendo una modesta ricerca su Google voi stessi potreste rintracciare moltissimi romanzi in cui compare il connubio mondo parallelo/dirigibile (per citarne uno recente: Il caso Jane Eyre), ma quello che ci interessa adesso è capire chi per primo ha avuto il merito di creare un’associazione tanto popolare.
La risposta vien leggendo e, proprio in un periodo in cui mi interrogavo sull’argomento, mi è capitata tra le mani la trilogia di Philip Pullman, Queste oscure materie, ricettacolo infinito di reinvenzioni, ma con un elemento di originalità.
Nel mondo parallelo sfondo delle vicende di Lyra ci si sposta infatti in dirigibile.
Prima che qualcuno replichi, c’è da dire che il primo uso del dirigibile in letteratura non è certo del modernissimo Pullman, ma bensì di Edgar Allan Poe. Tuttavia, a meno che qualcuno di voi non mi smentisca (e in realtà se avete più informazioni di me vi esorto a farlo!), Pullman è stato certamente il primo a combinare questi due elementi, e le serie moderne lo ringraziano moltissimo per questo.
Ora che abbiamo ristabilito i ruoli e la cronologia ci rimane la questione più scottante: perché proprio il dirigibile?
Perché, ripeto, è ormai diventato un archetipo storico. Per comprendere questo punto non pensate al già citato Poe o ai viaggi di Verne, quella è tutta un’altra storia (e non c’è spazio per aprire qui questa parentesi), ma pensate al chi, quando e dove.
Il dirigibile, o meglio lo zeppelin, fu ideato dall’omonimo generale tedesco Ferdinand von Zeppelin, in un’epoca prossima alla prima guerra mondiale, dove infatti se ne fece ampio uso soprattutto da parte dei tedeschi. Lo zeppelin è dunque intimamente associato, ancora più che alla Germania, al frutto culturale della Germania di quegli anni: il nazismo.
Non a caso uno dei film più popolari di avventura che presenta il grande scontro America VS Germania (se non l’avete capito sto parlando di Indiana Jones: L’ultima crociata), ripropone anch’esso il dirigibile in una delle sue scene clou
Ora, prima di trarre le ovvie conclusioni, facciamo un passetto indietro. L’ucronia (anche qui google docet), ha conosciuto molteplici soggetti. Ma il più vicino a noi è sicuramente il nazismo, a partire dal celeberrimo La svastica sul sole.
Se il dirigibile è simbolo pregnante di un’epoca (e in particolare della Germania nazista), ecco spiegato perchè compare (per citazione o inconsciamente), ogni volta che ci si presenta un mondo parallelo/alternativo. Esso ci ricorda intuitivamente la più inquietante delle alternative, non solo storica ma soprattutto umana.
Incarna perfettamente l’ossessione ucronica del what if e soprattutto quell’interrogativo inquietante: cosa sarebbe successo se Hitler avesse vinto la guerra? E ancora: cosa succederebbe se in ogni momento della storia l’hitler interiore prendesse il sopravvento nel nostro animo?
A conferma di questa ipotesi interpretativa ultimamente due serie di grande successo come Misfits e (again) Doctor Who hanno riproposto a breve distanza l’una dall’altra due puntate sullo stesso tema:
Doctor Who 6×8: Let’s kill Hitler
Misfits 3×4: Episode Four
Proprio nei periodo in cui ricorre il giorno della memoria, è bene constatare come l’immaginario moderno tenga ancora viva l’inquietudine dell’alternativa ricordandoci, anche tramite un oggetto insospettabile come un dirigibile, in cosa consiste quest’alternativa e perché è meglio che rimanga tale.


bello, bellissimo. ci sono certe intuizioni che sento molto mie. mi riservo di ampliare la tua analisi
le senti tue perchè sono tue! <3
però in quel senso ti rilancio la palla
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io te l’ho rimandata, la palla